Milan: Società ed allenatori uniti

Paolo Vinci

Cari Lettori, Milanisti e Non,

è arrivata la terza sconfitta in sette gare!

Effettivamente, la classifica “piange” e desta preoccupazione.

Secondo un criterio di ragionevolezza probabilistica, allontanandosi il treno del quarto posto, si affievoliscono le speranze di rientrare nei primi quattro posti, con tutto quello che ne consegue in termini di progetto e di obiettivi futuri che l’ottima Dirigenza Rossonera ha, nel corso dei pochissimi mesi in cui è al timone, tracciato, marcandoli chiaramente. Certamente, in modo limpido e coerente, peraltro splendidamente comunicato urbi et orbi, lungi da qualsiasi ipocrisia (purtroppo solita nel mondo calcistico), ai propri Tifosi ed, appunto, al mondo globale pallonaro.

Per tali ragioni, meritevole di ben altri risultati sul campo. Che, fin qui, non sono arrivati.

Le tre sconfitte pesano perché subite da tre compagini di livello (Roma e Lazio) o per le modalità (Samp) in cui si sono estrinsecate. Oltre che, come detto, per aver procurato, già alla settima giornata del calendario, un ritardo significativo dall’obiettivo tracciato. Sconfitte, comunque, in buona sostanza, meritate.

Si possono mettere sulla graticola Montella e/o i giocatori, si possono addurre altre motivazioni, anche le più singolari o le più stravaganti, per carità, tutto è possibile ed entro certi limiti, lecito. Specialmente al Tifoso, che è quello che paga, non solo il biglietto, ma, spesso se non sempre, anche qualcosa di più, che è la sofferenza del Cuore, quel sottile indefinito “pathos” che gli rende l’esistenza, nei casi migliori, grigia, nei peggiori, insostenibile.

Noi giornalisti, però, non possiamo defilarci o abbandonarci a valutazioni che non siano obiettive e serene.

E soprattutto razionalmente sostenibili, pregne di contenuti tecnici che contengano quel “principio di realtà” che costituisce la linea di demarcazione tra tifo e critica.

Al di là delle tre sconfitte in sette gare di campionato, vi è da rilevare che la squadra è stata completamente ridisegnata (ne aveva assoluto bisogno!) tant’è vero che domenica nove decimi – il portiere non fa testo – erano nuovi acquisti, che giocano insieme da pochissimo tempo. E’ vero, sono fior di giocatori, alcuni addirittura “progetti di campione”, ma il tempo per ottenere l’amalgama ci vuole. E’ fisiologico. Non solo l’”amalgama” tecnica, ma anche quella psicologica, cioè quella sottile intesa che ti conduce, anche con un solo cenno del capo, ad effettuare, in un attimo, interventi pregevoli e risolutori. In tal senso, è sufficiente rilevare come la difesa, passata in poco tempo da uno schieramento “a quattro” ad uno “a tre” è proprio quella che maggiormente ne risente, sia in chiave postura dei singoli giocatori sia in chiave posizionamento generale. Difesa che ha subito 1,73 gol a partita. Media tremendamente deficitaria per una squadra che vuole ambire all’Europa che conta.

I problemi, comunque, sono tanti, al momento, ed occorre avere quel sangue freddo necessario ad affrontarli, sceverarli nella loro intrinseca essenza, e possibilmente risolverli.

Credo che Montella, con il supporto intelligente ricevuto dalla Società, abbia le spalle larghe per approfondirli e cercare di risolverli. Senza inutili nervosismi e soprattutto con una buona dose di autocritica (la squadra va posizionata meglio in campo e non deve subire le ripartenze avversarie, come è accaduto con le romane, in entrambi i casi), agendo anche sulla psicologia dei singoli, che non possono, subito un gol, lasciarsi andare e subirne puntualmente un secondo. Senza vivere con lo “spauracchio” del licenziamento (solo pensarlo sarebbe un.. “reato”, perché ne sarebbe condizionato già in partenza) e soprattutto guardando al derby senza paure, ma come un’occasione per svoltare. Ricordi che il derby solitamente lo vince la squadra sfavorita. E non mi direte che, ora, la favorita non sia l’Inter?!!!

La Società, dulcis in fundo. Al di là di quello che si legge a destra e a manca sulle consistenze economiche, spesso declinato con superficialità e senza piena cognizione di causa (leggi notizie spagnole), c’è da stare tranquilli.

In effetti, è sufficiente inanellare le modalità di acquisto del Club, il superamento del blocco finanziario cinese, la campagna acquisti, il rifinanziamento in corso e le garanzie prestate per dare incondizionata “fides” all’A.D. Dr. Fassone, la cui statura di Manager e di Persona Equilibrata, Competente e Seria costituiscono una guarentigia di stabilità non indifferente.

Buone prossime due settimane a Tutti. In attesa del derby.

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