Milan: la ricerca della stabilità

Fabio Conte

Si erano create grandi aspettative domenica per la partita del Milan che ospitava il vivace Torino di Walter Mazzarri.  I pareggi delle dirette avversarie per un posto Champions avevano illuso i tifosi rossoneri di poter scalare la classifica e avvicinare a un solo punto addirittura l’Inter al terzo posto.

Non si erano fatti i conti naturalmente con l’oste granata che ha apparecchiato una squadra equilibrata e che ha iniziato a gran ritmo, arginata da un superbo Donnarumma.  Lentamente i rossoneri sono però riusciti a uscire e creare qualche occasione fino all’ultima, clamorosa, di Cutrone. Tutto sommato quindi un pari giusto e quarto posto confermato ma amaro in bocca per non essere riusciti ad allontanare gli inseguitori. Il Toro era sicuramente l’ostacolo più complicato da qui alla pausa e quindi si spera, nelle prossime giornate, di riuscire a mantenere stabilmente la preziosa posizione acquisita.

Diversa e più rischiosa la trasferta di domani ad Atene con l’Olympiacos. Diversa perché s’incontrerà una squadra più frenetica in un ambiente dal grande patos. Rischiosa perché in coppa se si sbaglia partita si paga, e subito, come insegnano i recenti rovesci delle italiane nella coppa maggiore, che i più ottimisti vedevano già agli ottavi. Saranno invece ai sedicesimi di Europa League sia l’Inter di Spalletti che non è riuscito a sfruttare un match point, sia il Napoli che in un girone più complicato è uscito per un gol di scarto e dopo partite di grande spessore. Retrocedendo in questo torneo la squadra di Ancelotti diventa però tra le più accreditate per arrivare in fondo e vincere la competizione. Se riuscirà a passare il girone anche il Milan avrà le sue chance per cercare di vincere l’unica coppa europea che gli manca, che si trovi a sfidare quotate squadre straniere o complicati derby italiani o, Dio non voglia, addirittura cittadini.

La sfida più difficile di tutte però sarà quella di Ivan Gazidis nel riuscire a riportare prontamente floride le finanze del club di via Aldo Rossi. Non perché parta da abissi di bilancio, visto che la equivoca vicenda cinese ha quantomeno ridotto all’osso i debiti regressi. Le prospettive espresse dal Ceo sudafricano sembrano però un po’ ottimistiche: ha parlato di stadio, obiettivo dichiarato, e immaginato l’eventuale sviluppo edilizio nei suoi pressi com’è successo a Londra per L’Emirates, proposito recondito, senza conoscere però le dinamiche, le obbiezioni, i veti e le difficoltà burocratiche che rendono biblici e indefiniti i tempi in Italia. Il nuovo a.d. rossonero avrà il compito di riassettare tutto l’ambito finanziario della società e naturalmente la parte più corposa e fondamentale sarà proprio quella riguardante l’impianto, ma saranno importanti anche i progetti sul marketing e sul rilancio del brand. Occhio particolare per il settore giovanile, i “local boy”, che possono diventare un’importante risorsa per il club ma anche rappresentare una fidelizzazione per il rilancio sportivo. Tutti questi progetti insieme significano però che con tutta probabilità l’impegno del fondo Elliott non sarà a medio termine, come si pensava all’inizio, ma un progetto a tempo indeterminato. Ciò significa stabilità quindi, una parola importante per i tifosi dopo i mutevoli ed incerti momenti vissuti negli ultimi anni.

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