Milan: il discorso dell’albero di natale

Fabio Conte 2

Una sconfitta, un pareggio, una vittoria. In otto giorni si è attraversato tutto lo scibile e tutte le supposizioni e le illazioni che si potessero prefigurare.

Via il tecnico, venduti quasi tutti i giocatori e cambio di linea della proprietà. In qualche giorno di paranoia sono uscite, sia dai giornalisti più accreditati, sia sugli umorali e ciarlieri social, una ridda di voci che sembravano spazzare via tutto quello che faticosamente si era costruito fin qua. La settimana precedente era stata anche peggiore: si era impattato con il Toro, accettabile, ma soprattutto con il Bologna dimesso e arroccato di Pippo Inzaghi, dove non è stato fatto un solo tiro in porta e, in mezzo, la pessima figura della sconfitta ad Atena per mano dell’Olympiacos con conseguente indecorosa eliminazione dall’Europa League. La panchina di Rino Gattuso ha cominciato a traballare e anche lui non sembrava del tutto convinto quando diceva di essere solo concentrato sulla gara che sarebbe seguita. Non sembrava convinto e non era convincente. E giocatori, giornalisti, tifosi sono stati trascinati nel vortice delle congetture. Vortice che si è creato per il vuoto in cui sembrava essere stato lasciato l’allenatore, cosa abituale negli ultimi anni tribolati.

Ma ecco il colpo di scena: la società c’è e parla, comunica, chiarisce.

Leonardo e Maldini, riuniti i giornalisti nella sala del caminetto, in una chiacchierata informale e schietta sotto l’albero di natale rossonero, hanno cambiato le strategie comunicative e, speriamo, l’orientamento della stagione. Hanno chiarito che non sarà possibile fare grandi acquisti, anzi nessun acquisto se non dopo qualche uscita, nel mercato di gennaio. Non hanno specificato se il fair play finanziario suggerisse la conferma della guida tecnica, ma sono sembrati sinceri quando hanno detto di non aver contattato nessun altro allenatore. Hanno ribadito che l’approdo in Champions sarà vitale, anche per la conferma di Higuain e Bakayoko, visto che l’Uefa è molto vigile tanto che ha già mandato una letterina di richiamo per l’acquisto di Paquetà. Hanno chiesto una scossa, una scintilla, da parte della squadra per tornare a vincere a credere al quarto posto giacché ce n’è il tempo e la possibilità. Ma la cosa più importante non l’hanno detta ma dimostrata: la presenza e il sostegno che la società torna a dare alla squadra. Sono cambiati i tempi e, come hanno sottolineato non sarebbe concepibile una rivoluzione economica come quella di Berlusconi quando arrivò nel ’86, ma proprio per questo bisognerà fare un passo per volta sicuro e saldo per risalire la montagna dorata dove si sono arroccate le società più ricche, e questo sarà possibile con traguardi programmati e cadenzati, con grandi progetti economici ma anche con una presenza che si dovrà palesare anche mediaticamente, per spiegare e informare allontanando congetture ed ipotesi.

Caso vuole che dopo il “discorso dell’albero di natale” il Milan ha vinto, Higuain ha segnato, Gattuso ha scherzato e le voci si son placate. Adesso pausa, ma quando si ritornerà a giocare tutti sapranno che dietro la squadra, dietro all’allenatore ci sarà una società che lavora e sostiene perché vuole tornare a essere grande, ad essere il Milan.

RIPRODUZIONE RISERVATA

6,146 Visite totali, 67 visite odierne

Commenti

commenti