Milan: Mihajlovic ha sbagliato a richiamare in panchina Calabria

Paolo Vinci

Carissimi Tifosi Rossoneri,

scrivo il consueto Editoriale dopo essermi concesso una pausa di riflessione ed aver ripreso fiato dall’indicibile “stress” patito nel secondo tempo dell’incontro al “Friuli” di Udine, laddove stavano per materializzarsi gli spettri di quella triste notte del maggio 2005 di Istanbul.

In effetti, al Milan sontuoso del primo tempo,  a quella che ho definito, al termine dei primi 45 minuti gi gioco, la più bella performance degli ultimi 3 anni, ha fatto seguito una squadra, nel secondo tempo completamente involuta, preoccupata, timida, sparagnina, tale da bruciare il vantaggio di tre gol con cui aveva chiuso la prima frazione di gioco e, si pensava, la partita.

Una squadra neanche parente prossima di quella del primo tempo!

E c’è da dire che mai come questa volta, Sinisa si attendeva risposte precise e circostanziate dai propri giocatori, specialmente dal reparto difensivo che “non avrebbe dovuto subire gol, per la prima volta in campionato”.

Si attendeva il Tecnico Rossonero una risposta concludente: nessun gol al passivo.

Invece, anche questa volta il Milan ha incassato due gol, riuscendo a condurre in porto la vittoria solo grazie alla bravura di Diego Lopez ed all’encomiabile lavoro di alcuni tra i suoi undici, Balotelli, peraltro autore del primo gol in apertura, in primis.

A questo punto,  Sinisa deve necessariamente fare autocritica, perché ha sbagliato proprio lui a richiamare in panchina “la migliore gioventù pallonara italica”, cioè Calabria, spostando a destra Zapata e mettendo nell’agone un Alex impresentabile. Soprattutto, ha rotto l’armonia, l’equilibrio, spezzando quell’intesa oramai consolidata tra i due centrali Romagnoli e Zapata e svuotando di contenuti tecnici l’assetto difensivo.

Non a caso, i due gol sono arrivati proprio dopo che il giovane Calabria, impeccabile, era stato richiamato improvvidamente in panchina. A nulla giova ricordare che fosse ammonito, in quanto un difensore, sebbene giovane, deve sapersi gestire anche con una ammonizione sul groppone; anzi, questo gli poteva servire per fare esperienza.

Al di là di questi dettagli, comunque, rimane il pessimo approccio psicologico, da parte della squadra, nel secondo tempo, approccio che, appunto, non è piaciuto, salvo poi, negli ultimi minuti, con lo scorrere lentissimo del tempo, stemperarsi dinanzi al traguardo.

Occorre rimediare al più presto da simile atteggiamento se si vogliono evitare conseguenze dannosissime su una squadra che – lo ha fatto vedere nel primo tempo – ha potenzialità enormi. Una squadra che ha trovato l’equilibrio tecnico – tattico financo a centrocampo con Montolivo dinanzi alla difesa e che con il prossimo rientro di Bertolacci e di Kucka potrà finalmente ripresentare l’eccellente Bonaventura come trequartista, riposizionando in panchina un costantemente opaco – e mai incisivo – Honda.

In difesa, occorre più coraggio, da parte del Mister, nell’introdurre quale definitivo titolare Calabria ed al contempo, più attenzione da parte di tutti (centrocampisti compresi) nell’oliare alcuni automatismi difensivi, agendo in chiave “concentrazione”, che fin qui ha peccato molto e che..peccando, ha prodotto ben otto gol al passivo.

Dalla distonica prestazione di Udine, che comunque, sostanzialmente e complessivamente, rappresenta sempre un passo in avanti rispetto alla partita col Palermo, vinta con lo stesso punteggio, ci portiamo dietro una buona classifica, certamente generosa rispetto a quanto fin qui si è seminato, tre punti d’oro, un ottimo Montolivo, la sorpresa Balotelli, le conferme di Bonaventura e Calabria.

Soprattutto, dovremmo portarci dietro, con qualche anno di vita perso per lo “stress” del secondo tempo, una riflessione: le partite durano 90 minuti e non sono mai vinte fino al triplice fischio.

Ora si va a Genova contro il Glorioso Grifone, che l’anno scorso ci sconfisse sia a Marassi sia a San Siro. Ricordiamocelo.

Soprattutto facciamo tesoro della lezione di Udine.

E guardando la gloriosa maglia (spero non sia quella color petrolio di ieri sera, che non mi è proprio piaciuta), i giocatori siano consapevoli di essere il Milan.

Pronto alla rinascita.

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