Milan: sano egoismo cercasi

Fabio Conte

Nella domenica delle polemiche il Milan torna da Bologna con una vittoria che interrompe la serie negativa e fa sorridere i milanisti, ma non Rino Gattuso. Qualche problema arbitrale c’è stato, a dir la verità, anche al Dall’Ara quando il direttore di gara Giacomelli, dopo aver visto il Var, ha deciso di annullare la rete di Orsolini per un precedente tocco di mano di Palacio.

Decisone complicata per la vicinanza dell’argentino dalla respinta di Calabria. La tranquillità in classifica dei felsinei, l’eleganza di Donadoni e la proverbiale bonarietà dell’ambiente emiliano hanno limitato le polemiche per una rete che, a mio modo di vedere, poteva essere tranquillamente concessa. Quindi, gol annullato a parte, è rimasta la prestazioni con luci e ombre per i rossoneri contro una squadra che, come detto, ha poco da chiedere al campionato. Il doppio vantaggio del Milan è arrivato con le uniche due conclusioni dei rossoneri nel primo tempo e, all’inizio della ripresa, complice la disposizione tattica del Bologna, hanno sprecato almeno quattro occasioni veramente clamorose per chiudere la partita. Poi rifiatando, è arrivato il gol dei rossoblù, ma alla fine tre punti importanti sono stati portati a casa. Gattuso però, come in altre occasioni, ha voluto sottolineare più le difficoltà della squadra che le note positive. Certamente buono il rientro di Calhanoglu ad esempio, ma troppo vicino lo smacco col Benevento per vedere il tecnico sereno. Com’è giusto che sia vista la rincorsa all’Europa, condita dalla finale di Coppa Italia.

A proposito di campionato le polemiche esasperate anche se spesso comprensibili dopo Inter Juventus, non hanno cancellato né la prestazione eccezionale dei nerazzurri, né la tenacia, l’implacabilità e l’inesorabilità della vittoria della Juve. Lasciando perdere le negligenze di Orsato e le imperizie tecniche dei nerazzurri, quello che rimane è una vittoria trovata nei 5 minuti finali con grinta, tenacia e convinzione che sono consuetudine bianconera e in particolare nelle corde di molti giocatori juventini. La squadra e l’ambiente sono abituati alla vittoria tanto che, fatalità, anche le decisioni arbitrali sembrano talvolta facilitarle; il carattere dei giocatori bianconeri però, potrà anche essere stimolato e agevolato da quest’attitudine, ma la risolutezza e l’intraprendenza devono essere evidentemente innate nei protagonisti e, come ha detto Allegri, alla fine al di là di tattiche, schemi e organizzazione quelli che contano sono i giocatori

Questo carattere questa cattiveria nel cercare il gol, il veleno, come lo chiama Gattuso con cui approcciarsi alla gara ma soprattutto la voglia e l’esigenza di buttare la palla in rete, nel Milan l’hanno in pochi ed è anche poco o niente connaturato nei giocatori attuali. Forse ne ha un po’ Cutrone, non riesce esprimerlo Kalinic e mi pare assente in Andrè Silva come storicamente succede ai lusitani, Cristiano Ronaldo a parte naturalmente. Le punte rossonere pur facendo qualche gol sono lontani da un rendimento sufficiente e dovrebbero essere supportati da una manovra che li favorisca e che possa aiutarli ad avere anche più di un’occasione. In ogni caso, qualche opportunità la perdono per offrire palla a un compagno, per compiacersi di una giocata, per cercare un secondo o terzo tocco. Questo include anche, e soprattutto, gli esterni Suso, Calhanoglu e anche Bonaventura, che danno un apporto insufficiente alla capacità realizzativa rossonera, pur avendo segnato come le punte titolari o anche di più. Insomma ci vorrebbe quel sano egoismo che caratterizza i grandi goleador, compresi esterni o mezzepunte, che nella storia hanno voluto, fortissimamente voluto vedere muovere la rete.

Siccome qualche filmato ce l’abbiamo, suggerisco di far vedere qualcosa dell’epopea rossonera più recente per ricordare storia ed emozioni –il commento di Gattuso dovrebbe bastare per colorire il tutto- ma soprattutto per mostrare agli attaccanti del Milan di oggi come Inzaghi non avrebbe ceduto un tiro neanche a costo della vita, magari per passarlo poi sotto le gambe di Buffon o come Shevchenko non abbia pensato minimamente di passare la palla a Pippo e abbia tirato da distanza siderale convinto di segnare. Ah già, erano dei Milan Juve. Ok, sistemiamo la pratica “Verona in serie B” in fretta e poi pensiamo a quella partita là..

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