Milan: cercando cinismo

Fabio Conte 2

Per la prima volta quest’anno il Milan è riuscito a ribaltare un risultato. Vincendo in rimonta a Cagliari i rossoneri hanno portato a casa la seconda vittoria dell’anno e forse trovato quella partita della svolta cercata da Montella fin da inizio stagione.

A dir la verità il tecnico campano parlava di “vittoria sporca”, di una gara cioè portata a casa magari senza brillare ma con grinta, determinazione e faccia tosta. Non è stato però così domenica alla Sardegna Arena dove, fin da subito il Milan ha cercato di far gioco e il gol di Barella all’8’ con colpevole collaborazione di Donnarumma, ha interrotto solo per qualche minuto le trame della squadra di Gattuso. Anzi l’occasione, una delle tante, capitata a Kalinic immediatamente dopo il gol cagliaritano ha fatto temere una reazione puramente nervosa simile a quella di Firenze, invece la spinta è continuata fino al rigore subito dalla punta croata al 36’ e al successivo gol su azione di Kessiè che bissava sei minuti dopo il penalty concludendo la rimonta.

Ma il Milan di oggi, non so se ve ne siete accorti, non è quello di qualche anno fa; quello che quando prendeva il vantaggio, soprattutto in trasferta chiudeva le trame avversarie e la partita non concedendo spazi e approfittando, semmai, di quelli concessi. Ecco, questa è proprio la maggior mancanza attuale: il cinismo e la consapevolezza nei propri mezzi necessari per chiudere la partita. Una consapevolezza che può essere testimoniata dalla qualità del Cagliari che nelle recenti partite, dal ritorno di Lopez in panchina, ha prodotto un discreto calcio solitamente, ma che invece ha sofferto le trame rossonere. Stiamo comunque parlando di quelle partite “abbordabili” che il precedente tecnico sperava di raggiungere e di superare per riequilibrare l’infelice inizio di stagione. Anzi le partite agevoli stanno finendo ed è iniziato un mese massacrante per difficoltà ed intensità. Proprio per questo la prova di domenica deve far ben sperare a patto d’esprimere la risolutezza necessaria a chiudere le partite quando se ne ha l’occasione. Le ripartenze del secondo tempo sfumate per poca determinazione o per troppa sufficienza stridevano col gioco espresso fino al vantaggio. Naturale poi, alla fine, rischiare l’ennesima e medesima beffa di altre partite poi perse o pareggiate. Ma anche la buona sorte ha dato un segnale stavolta.

Pronti quindi per le sfide importanti, grazie anche alla forma crescente. Il gioco oggi appare discreto, basterebbe diventare capaci di far gol quando se ne ha l’occasione per riuscire a togliersi qualche soddisfazione. In fondo pur andando male fin ora, il Milan è ancora in corsa in tutte le competizioni. Oddio, in campionato i traguardi si sono leggermente ridimensionati e speriamo che il Ludogorents in Europa League si confermi una squadra abbordabile. In Coppa Italia si troverà invece, nella Lazio, un ostacolo veramente arduo, in particolare con la doppia sfida che non lascia spazio a risultati improvvisati. La sfida sarà tripla a dir la verità, visto che già domenica si testerà in campionato, se ci sia ancora l’abisso che il risultato dell’andata aveva determinato o se, con qualche ponte tibetano, o qualche fune d’assalto non si riesca a superare il gap tra una squadra bella, fresca e prolifica, con una discontinua ed esitante che però forse, sta diventando tignosa e tenace come il suo allenatore. Da domenica si capirà veramente quale sarà il campionato che ci aspetta.

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