Milan: dal Tas una risposta per il futuro

Fabio Conte

C’è tutto un mondo che gira intorno alla testa dei tifosi milanisti. C’è tutto il mondo calcistico che vortica veloce, mentre i sostenitori rossoneri sono immobili a girare su se stessi a chiedersi cosa stia succedendo.

Ricordano un confuso John Travolta nella gif che spopolava nei social qualche tempo fa. La Francia vince i mondiali, la Croazia gli dà filo da torcere anche grazie a due interisti, Cristiano Ronaldo arriva alla Juventus e il mercato entra nel vivo. Tutte le squadre cercano rinforzi, pensano a scambi, sognano un grande futuro. Alcune gloriose società però scompaiono, falliscono lasciando un brivido e un pensiero egoistico a tutti gli appassionati: basta che non capiti a noi.

I milanisti, sembrano vivere un post sbornia, ma quelli brutti, senza essersi divertiti: testa ovattata e pensieri confusi non riescono a chiarire gli ultimi mesi, forse anche gli ultimi anni. Partendo da lontano la gestione indecisa delle ultime stagioni berlusconiane, così in contrasto con gli anni d’oro, la ricerca d’improbabili compratori fino alla cessione al più misterioso, sconosciuto e inattendibile degli “imprenditori” cinesi. Non si capacita il tifoso, vedendo l’inespressivo faccione di Yonghong, come abbiano potuto aver dato credito per più di un anno al muto orientale, ignoto anche in Cina, ma che aveva convinti portavoce in Italia pronti a interpretarne pensieri e progetti. L’unica ragione effettiva per dare fiducia erano l’arrivo dei soldi ma se si va a ben guardare ci si accorge di come fosse tanto fumo, creato da prestiti bancari, bond lussemburghesi, e credito di un fondo, che arrosto che poi era, ed è, lo stesso fondo Elliott. Rintronati da queste architetture finanziarie, i tifosi e anche molti addetti ai lavori, si sono ritrovati a dar fiducia alle bonarie rassicurazioni di Marco Fassone che raccontava come tutto andasse bene e che sicuramente i richiami Uefa fossero frutto di fraintendimenti. Oggi, quando la costruzione dell’organigramma della società sta prendendo tutte le energie e le attenzioni che giustamente necessitano per una seria impostazione di un’azienda di questo livello, ci si rende sempre più conto di come sia stato gestito con pressapochismo e superficialità quel passaggio epocale dal Milan di Berlusconi, a quello attuale.

Ci si è quasi dimenticati della sentenza del Tas che giovedì dovrà dire, confermare e ratificare se il Milan sia una società in grado di recuperare e redimersi in tempi brevi, o debba andare dietro la lavagna con tanto di cappello da asino e lasciare alla Fiorentina la possibilità di partecipare all’Europa League. A Firenze sembrano gli unici in ansia per questa chance insperata, mentre a Milano o a Londra, sede più prossima del Fondo americano, sembrano guardare con disinteresse, o con rassegnazione forse, al dibattimento che invece secondo me, se ben perorato, potrebbe ribaltare la sentenza di Nyon dando un’importante segnale a conferma della sentenza stessa. Se, infatti, il richiamo all’infondatezza del progetto e alla reale consistenza delle sostanze della passata proprietà sono state le vere motivazioni della bocciatura del Milan della camera giudicante dell’Uefa, dimostrare di voler cambiare strategia con un serio e realizzabile business plan presentato da uno dei fondi più affidabili e consistenti del panorama mondiale sottolineerebbe l’elevata soglia d’attenzione e uno stop degli organi europei verso altri avventurieri e arrampicatori. Il tempo dirà se sarà per entrare realmente nel mondo del calcio, da una porta di prestigio come quella rossonera tra l’altro, o per ristrutturare e vendere come potrebbero fare in futuro, ma il Fondo che fa capo a Paul Singer, col figlio Gordon appassionato calciofilo, organizzerà sicuramente la società rossonera in maniera impeccabile per i parametri pretesi in dai soloni del footbal europeo. Per questo sarebbe ingiusto penalizzare i soli che subiscono le decisioni altrui mentre regalano passione e amore, pagando per di più, cioè i tifosi. Il Milan in Europa League sarebbe l’unica risposta che schiarirebbe le idee ai tifosi del Milan e per buttarsi alle spalle la confusionaria e fumosa situazione societaria degli ultimi anni.

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