Milan: Piatek, colpo per il futuro

Fabio Conte

L’entusiasmo e lo stupore di quest’estate, per l’arrivo di Higuain e Caldara in cambio di Bonucci è diventato un ricordo sbiadito e lontano. Sembra di parlare di una delle recenti stagioni passate che si vogliono dimenticare in fretta per l’insipienza e la delusione che suscitavano.

Caldara speriamo di rivederlo presto per capirne il valore tecnico e fisico ma il Pipita, che arrivava forte del record di gol in Italia, ha decisamente deluso e se ne va incupito e sconfitto dalla maledizione della maglia numero 9 del Milan. Perché un giocatore come lui abbia fallito è una domanda difficile che offre diverse risposte: dall’utilizzo tattico alle poche palle servitegli, dagli infortuni che hanno impoverito una rosa non eccelsa al fatidico rigore sbagliato con la Juve e la successiva squalifica. In questi mesi si sono spesso spese parole per incitarlo, pungolarlo e spronarlo evidentemente perché non dava l’impressione che stesse mettendo tutto se stesso, che fosse un po’ indolente, evidentemente qualcosa non andava nel suo rapporto col Milan. Si pensava, ci si augurava, che fosse arrivato il campione dei sogni, la magica punta che avrebbe risolto i problemi realizzativi di questi ultimi anni. Ma invece di trascinare e far crescere una squadra giovane e qualche volta ingenua, giornata dopo giornata, il centravanti argentino ha finito per venir trascinato, sopportato, giustificato. Basta sentire invece con quale entusiasmo sia accolta a San Siro l’entrata in campo di Cutrone, con che impeto vengano salutati i suoi gol, con che trasporto ne venga urlato il nome per capire quanto la giovane punta abbia conquistato stabilmente un posto nel cuore dei tifosi che poteva essere dell’ex juventino. E proprio il paragone col suo passato bianconero e napoletano deve aver intristito Higuain che, dimostrando poco carattere, ha preferito fuggire alle difficoltà per rifugiarsi tra le trame protettrici di Sarri, in una squadra più strutturata e in un campionato più ricco. Non una mossa stupida da parte sua ma di comodo, che certifica la mancanza di orgoglio e di attributi per reagire alle difficoltà che sapeva di poter trovare venendo al Milan.

Adesso Krzyztof Piatek, che arriva come acquisto definitivo, senza le aspettative del campione affermato, ma anzi con fame di successo e voglia di confermare il buon inizio avuto con il Genoa. Una scommessa, considerato l’importante investimento fatto ma assolutamente in linea con il FFP, grazie ai soldi risparmiati dall’importante ingaggio di Higuain e per il suo possibile riscatto. Il giovane polacco è anche conforme al profilo preferito dall’ad Gazidis che vuole impostare una rosa giovane e di prospettiva. Su questo punto il Milan è già molto avanti essendo la squadra più giovane della Serie A: un gruppo senza nessuna stella più splendente delle altre che potrà garantire entusiasmo e spensieratezza. Come Paquetà, Piatek sembra un ragazzo serio e posato e con uno sguardo determinato che fa ben sperare. Se confermerà le qualità realizzative sulla scia di Lewandosky, in concorrenza con Milik, suoi connazionali, potrebbe scrivere il lieto fine di questa tortuosa vicenda di calciomercato. L’occasione per misurarsi con Milik tra l’altro sarà prossima e doppia, in campionato e in Coppa Italia, e già potrebbe infiammare i tifosi, anche se, per ora, s’inizierà probabilmente dall’urlo di San Siro all’annuncio di Patrick Cu-tro-ne. Uno che le “pelotas” ce le ha.

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